A Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è aperta la mostra “Le 1000 Miglia d’Italia. La costruzione di un’eccellenza nazionale dal 1927”, un percorso espositivo dedicato alla corsa che, più di ogni altra, ha saputo trasformare l’automobile in racconto di identità, industria, territorio e cultura.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme al presidente dell’Automobile Club di Brescia Aldo Bonomi, alla presidente di 1000 Miglia Srl Beatrice Saottini e all’amministratore delegato Fulvio D’Alvia. Una cornice istituzionale significativa per celebrare una manifestazione che, a quasi cento anni dalla sua prima edizione, continua a rappresentare una delle immagini più riconoscibili del motorismo italiano nel mondo.
La 1000 Miglia non è soltanto una competizione o una rievocazione storica. È una narrazione in movimento, capace di attraversare epoche diverse mantenendo intatto il proprio fascino. Dal 1927, anno della prima partenza da Brescia, la Freccia Rossa ha accompagnato l’evoluzione dell’automobile, del design e della tecnica, diventando al tempo stesso laboratorio di innovazione, vetrina internazionale e simbolo di un’Italia capace di unire ingegno, bellezza e passione.
La mostra, curata da Elena Pala, ripercorre questo lungo viaggio attraverso quasi un secolo di storia nazionale. Al centro non ci sono soltanto le vetture, ma tutto ciò che la 1000 Miglia ha rappresentato e continua a rappresentare: il rapporto tra industria e territorio, la cultura del progetto, l’eccellenza meccanica, la forza evocativa del paesaggio italiano e la capacità di trasformare una gara in un patrimonio condiviso.
Nel racconto espositivo, l’automobile diventa così molto più di un mezzo tecnico. È testimonianza di progresso, espressione di stile, memoria collettiva e strumento attraverso cui leggere l’evoluzione del Paese. Dalle grandi sfide sportive del Novecento alla dimensione contemporanea della rievocazione, la 1000 Miglia conferma il proprio ruolo di ambasciatrice del Made in Italy, capace di parlare a pubblici diversi e di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini.
L’esposizione resterà aperta al pubblico, a ingresso libero, fino al 13 giugno 2026. Un’occasione per riscoprire la storia della corsa più bella del mondo in una sede istituzionale che ne sottolinea il valore non solo sportivo, ma anche culturale, industriale e identitario.




