Caracalla riaccende la memoria: a Roma rivive il circuito della prima vittoria Ferrari

Roma ha ritrovato, per un giorno, il fascino di una pagina dimenticata ma fondamentale della propria storia motoristica. Attorno alle Terme di Caracalla, in uno degli scenari più suggestivi della Capitale, circa quaranta vetture storiche hanno dato vita al “numero zero” della rievocazione del Circuito di Caracalla, anticipazione dell’appuntamento del 2027, quando ricorrerà l’ottantesimo anniversario del Gran Premio di Roma del 1947.

Un anniversario dal significato speciale: proprio su quel tracciato, il 25 maggio 1947, la Ferrari conquistò la sua prima vittoria ufficiale. A portare al successo la 125 S fu Franco Cortese, firmando un risultato destinato a entrare nella leggenda del Cavallino Rampante.

Un circuito tra storia e archeologia

Il percorso del Circuito di Caracalla misurava quasi 3,5 chilometri e si sviluppava lungo la celebre passeggiata archeologica romana, abbracciando l’area monumentale delle Terme di Caracalla. Un tracciato tecnico e spettacolare, fatto di rettilinei, saliscendi e curve impegnative, capace all’epoca di mettere alla prova uomini e meccaniche.

La rievocazione ha riportato l’automobile storica in un contesto urbano dal valore unico, dove la memoria sportiva si è intrecciata con quella archeologica e culturale della città. Un dialogo tra epoche diverse, ma unite dalla stessa capacità di emozionare.

Verso l’ottantesimo anniversario del 2027

L’iniziativa nasce dalla passione di Francesco Congiu, presidente del circolo romano “La Manovella”, e di Riccardo Sciullo, presidente dell’associazione culturale “Scuderia dell’AutoNobile”. L’obiettivo è chiaro: riportare l’attenzione su un circuito che merita un posto stabile nella memoria dell’automobilismo italiano, preparando il terreno alla grande rievocazione dell’ottantesimo anniversario.

Il progetto ha raccolto l’interesse di istituzioni e realtà legate al motorismo storico, confermando il valore culturale dell’iniziativa e la volontà di trasformare il Circuito di Caracalla in un appuntamento di riferimento per appassionati, collezionisti e pubblico.

Dalle anteguerra alle icone moderne

La giornata ha riunito vetture comprese tra il 1930 e il 1992, offrendo un colpo d’occhio eterogeneo e affascinante. Tra le protagoniste, numerose Lancia, Alfa Romeo e Fiat, affiancate da marchi come Austin, Cisitalia, Ford, MG e Packard.

Naturalmente non potevano mancare le Ferrari, simbolicamente legate alla storia stessa del circuito. Tra le presenze più apprezzate, una Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto, capace di riportare idealmente su strada il temperamento delle grandi granturismo da competizione, e una Ferrari F355 Berlinetta del 1996, esposta in Rosso Ferrari con cambio manuale. A completare il quadro, una Mondial T Cabriolet del 1990 nel ruolo di safety car.

Le regine della giornata

Tra le vetture più ammirate, due automobili hanno assunto il ruolo di vere protagoniste simboliche: l’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile e la Cisitalia 202 Sport Mille Miglia “Spyder Nuvolari”.

La prima, esemplare unico appartenente alla Collezione Lopresto, nasce come Alfa Romeo 6C 1750 carrozzata Zagato, per poi essere ridisegnata nel 1938 da Giuseppe Aprile con il contributo di Mario Revelli di Beaumont. Una vettura dalla storia straordinaria, già premiata nei più importanti concorsi internazionali.

La Cisitalia 202 SMM, invece, richiama direttamente il mito di Tazio Nuvolari. La sua storia è legata alla Mille Miglia del 1947, quando il pilota mantovano, nonostante un problema tecnico durante la corsa, riuscì a concludere secondo assoluto e primo di categoria. Da quell’impresa nacque il nome “Spyder Nuvolari”, divenuto parte integrante della leggenda Cisitalia.

Tecnica, eleganza e passione

Non sono mancati pezzi di grande interesse tecnico e stilistico. Tra questi, la Siata Daina Sport del 1952, vettura nata per le competizioni stradali e dotata di soluzioni particolari come il doppio comando del cambio, pensato per ottimizzare l’utilizzo dei rapporti nelle gare in salita.

Accanto alle vetture dinamiche, l’esposizione statica ha valorizzato modelli di grande eleganza, come la Lancia Aurelia B24S Convertibile del 1957 e la Lancia Flaminia 2500 Coupé Pininfarina del 1962, testimonianze di una stagione irripetibile del design automobilistico italiano.

Tra le curiosità anche la A.R.S. U1, pezzo unico progettato nei primi anni Sessanta dall’ingegnere Giulio Pasquali Coluzzi e carrozzato dalle Officine Patriarca. Una vettura rara e poco conosciuta, spinta da un motore di 1500 cc realizzato dai Fratelli Giannini, capace di sviluppare 130 CV e raggiungere i 210 km/h.

Una memoria che guarda avanti

La risposta del pubblico romano ha confermato il potenziale dell’iniziativa. Lungo il percorso e nell’area espositiva, appassionati e curiosi hanno seguito con entusiasmo il passaggio delle vetture, restituendo vita a un luogo che appartiene non solo alla storia della città, ma anche a quella dell’automobilismo italiano.

Photo Credit: Ufficio Stampa Circuito di Caracalla – Scuderia dell’Autonobile