A novant’anni dalla sua progettazione originale, Audi ha riportato alla luce uno dei progetti più affascinanti e misteriosi della storia automobilistica tedesca: l’Auto Union Type 52, conosciuta anche come “Schnellsportwagen”. Una vettura rimasta per decenni soltanto sulla carta e oggi finalmente trasformata in realtà grazie a un accurato lavoro di ricostruzione storica.
Nata nel 1934 come evoluzione stradale delle leggendarie Auto Union da Gran Premio, la Type 52 era stata concepita per trasferire su strada il fascino e la tecnologia delle monoposto progettate da Ferdinand Porsche. Il progetto prevedeva una configurazione estremamente avanzata per l’epoca, con motore centrale e abitacolo a tre posti, soluzione che anticipava di decenni concetti poi diventati iconici nel mondo delle supercar.
Il cuore della vettura è un poderoso sedici cilindri derivato direttamente dalle Auto Union da competizione, capace di esprimere una potenza straordinaria per gli anni Trenta. La meccanica, abbinata a un’aerodinamica particolarmente curata, avrebbe dovuto permettere alla vettura di superare abbondantemente i 200 km/h, trasformandola in una delle automobili stradali più veloci del suo tempo.
Il progetto, tuttavia, non arrivò mai alla produzione. Le difficoltà economiche e il contesto storico dell’epoca portarono all’abbandono definitivo della Type 52, che rimase confinata agli archivi Auto Union sotto forma di disegni tecnici e documentazione originale.
Oggi Audi ha deciso di recuperare quel sogno incompiuto realizzando un esemplare perfettamente funzionante, sviluppato nel pieno rispetto dei documenti storici originali. La ricostruzione è stata affidata agli specialisti britannici di Crosthwaite & Gardner, realtà celebre per la realizzazione e il restauro di vetture storiche da competizione.
Presentata ufficialmente a Lucca durante l’edizione 2026 del FuoriConcorso, la nuova Auto Union Type 52 rappresenta molto più di un semplice esercizio stilistico: è una finestra aperta su ciò che l’automobile avrebbe potuto diventare già negli Anni Trenta. Un progetto visionario che oggi torna finalmente a raccontare tutta l’audacia tecnica e creativa dell’epoca d’oro del motorsport europeo.




