Il Rallye Monte-Carlo Historique si prepara a una nuova edizione che segna un punto di svolta sul piano regolamentare e organizzativo. Pur restando fedele alla propria identità di rievocazione, la manifestazione introduce soluzioni tecniche pensate per rendere la competizione più sicura, più leggibile dal punto di vista sportivo e, soprattutto, più coerente con l’evoluzione del rally storico contemporaneo.
Tradizione confermata, spirito intatto
Resta invariata la struttura che da sempre caratterizza il Monte-Carlo Historique: partenze da più città europee, lunghi trasferimenti e convergenza finale nel Principato di Monaco. Un format che richiama fedelmente le edizioni storiche del Rally di Monte-Carlo, quando l’impresa sportiva iniziava ben prima delle prove speciali e metteva alla prova equipaggi e vetture sul piano dell’affidabilità e della resistenza.
Prove di regolarità: più controllo, più sicurezza
La novità più significativa riguarda le zone di regolarità, che in diversi casi verranno disputate su strade completamente chiuse al traffico. Una scelta che consente di elevare il livello di sicurezza e di precisione sportiva, riducendo le interferenze esterne e permettendo un’applicazione più rigorosa delle medie imposte.
In queste sezioni diventa obbligatorio l’utilizzo del casco per pilota e navigatore. Un segnale chiaro di come anche le competizioni storiche stiano adottando standard di sicurezza sempre più allineati alle normative moderne, senza snaturare il contesto rievocativo.
Medie differenziate e classifiche dedicate
Il regolamento introduce inoltre la possibilità di scegliere tra due medie di percorrenza distinte. Ogni opzione genera una classifica separata, favorendo un confronto più equilibrato tra vetture di epoche e prestazioni differenti. Una soluzione tecnica che risponde a una delle principali criticità dei rally storici di regolarità: la difficoltà di mettere sullo stesso piano modelli distanti per concezione e potenziale.
Apertura agli anni Ottanta
Si amplia anche l’arco temporale delle vetture ammesse, includendo modelli che hanno preso parte al Rally di Monte-Carlo fino alla metà degli anni Ottanta. Questo aggiornamento consente la presenza di auto che rappresentano una fase cruciale dell’evoluzione del rallismo, caratterizzata da soluzioni tecniche avanzate e da un forte incremento delle prestazioni.
Il risultato è un parco partenti capace di raccontare, in chiave dinamica, oltre tre decenni di storia del rally: dalle vetture più leggere e essenziali degli anni Sessanta fino ai modelli più sofisticati del periodo successivo.
Un evento sempre più centrale nel panorama storico
Con queste novità, il Monte-Carlo Historique rafforza il proprio ruolo di riferimento nel calendario internazionale delle competizioni storiche. Non solo rievocazione, ma vera prova sportiva di regolarità, capace di coniugare memoria, tecnica e rigore agonistico. Un equilibrio delicato, che questa edizione punta a consolidare ulteriormente.




