ASI in Pista: l’Alfa Romeo Giulia GT AM trionfa nel segno di Sandro Munari

CERVESINA (PV) – Il rombo dei motori d’epoca ha scosso l’asfalto del Circuito Tazio Nuvolari per l’atteso appuntamento “ASI in Pista – Spring Experience”. In un weekend baciato dal sole e dalla passione, a svettare su tutte è stata l’Alfa Romeo Giulia GT Am del 1971, eletta ufficialmente “Best of Paddock” dall’Automotoclub Storico Italiano.

L’evento, che segna l’apertura della stagione dinamica per i collezionisti, ha trasformato il tracciato oltrepadano in un museo a cielo aperto, ma con un’anima decisamente corsaiola.

Una vittoria nel segno del “Drago”

Il premio assegnato alla splendida creatura dell’Autodelta non è stato solo un riconoscimento all’estetica e alla perfezione meccanica. La giuria ha voluto legare questo trionfo a un momento di profonda commozione: una dedica speciale a Sandro Munari.

Il “Drago” di Cavarzere, leggenda che ha scritto le pagine più gloriose del rallysmo mondiale, è stato il convitato di pietra di questa edizione. Premiare un’icona delle competizioni italiane come la GT Am è parso il modo più naturale per onorare la memoria di un pilota che ha incarnato l’essenza stessa della velocità e del coraggio tricolore.

La Giulia GT Am: DNA da corsa

L’esemplare che ha incantato i commissari ASI a Cervesina rappresenta il vertice dell’evoluzione sportiva della serie Giulia. Con le sue carreggiate vistosamente allargate e il motore a doppia accensione capace di urla feroci, la GT Am del ’71 premiata al “Nuvolari” ha dimostrato di non aver perso un briciolo del carisma che la rendeva imbattibile nei campionati Turismo europei di mezzo secolo fa.

Spettacolo in pista e cultura motoristica

Oltre alla premiazione della “Best of Paddock”, la giornata al Tazio Nuvolari ha offerto turni di giri liberi dove i soci ASI hanno potuto testare le doti dinamiche delle proprie vetture in totale sicurezza. Dalle piccole bicilindriche alle imponenti gran turismo, la varietà tecnica in pista ha confermato il successo di una formula che unisce il piacere della guida al rigore della conservazione storica.

Con questo successo a Cervesina, l’ASI ribadisce il proprio ruolo centrale nella tutela di un patrimonio che, lungi dall’essere statico, continua a cercare e trovare il suo habitat naturale tra i cordoli di un circuito.